CASA ANTISISMICA, LA SICUREZZA PAGA E COSTA POCO

Solo il 10% in più per costruire una casa che rispetti la nuova normativa antisismica. E in alcune zone d'Italia il valore commerciale aumenta di molto

 

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Un problema che ci viene ricordato tragicamente dalla cronaca di questi ultimi mesi. Dall’Aquila, ad Haiti, al Cile: terremoti con centinaia di vittime ed effetti a volte catastrofici. Passata l’emergenza resta tutte le volte la drammatica questione: non si può prevedere quando arriverà il sisma ma si possono in qualche modo limitare i danni e le perdite?

In Italia, come spesso accade, ci è voluto il terremoto in Abruzzo per far sì che si riaprisse il dibattito sulla necessità di una normativa antisismica obbligatoria per gli immobili di nuova costruzione. Un’ipotesi vista da molti come un semplice aggravio di costi. Ma la sicurezza è un investimento che può dimostrarsi anche redditizio. Un’analisi condotta da Gruppo Immobiliare, attraverso i dati raccolti dal suo sito NuoveCostruzioni.it, ha fotografato la situazione attuale analizzando come costi e tempi di realizzazione di un immobile antisismico cambiano rispetto a quelli di un immobile “tradizionale”.

Classificazione sismica obbligatoria

I criteri di sicurezza antisismica secondo cui vengono realizzate le case dipendono naturalmente dal rischio sismico della zona. Sorprende scoprire che fino al 30 giugno scorso, in molte zone d’Italia questo rischio era definito come “non classificato” e ad esempio nell’area di Milano – zona effettivamente a basso rischio – non era necessario alcun accorgimento antisismico particolare per vedere approvato il progetto di edificazione. Il primo importante cambiamento è che oggi non esistono più zone “non classificate” e tutti gli immobili il cui progetto è stato depositato dopo il 30 giugno 2009 devono rispettare criteri di sicurezza antisismica. Il nuovo obbligo di classificazione fa ragionevolmente sperare che il numero di costruzioni antisismiche in Italia aumenterà nei prossimi anni superando nettamente l’attuale 27% sul totale. 

Case antisismiche, più lunghe che costose

Ma quanto costa costruire secondo i nuovi criteri antisismici? Veramente poco, secondo i dati di NuoveCostruzioni.it: appena il 10% in più. Mediamente, costa. Se in un immobile “tradizionale”, infatti, la struttura incide sul costo totale per circa il 30% del valore, con le regole imposte dalla nuova normativa si arriva solo al 33%. Tradotto in cifre, se realizzare la struttura di un immobile prima costava 100mila euro, ce ne vogliono solo 110mila per edificarne uno assolutamente identico da un punto di vista architettonico ma con la struttura antisismica.

La sicurezza ha i suoi tempi e realizzare una casa a prova di terremoto comporta un’attesa maggiore per il compratore. Secondo i dati comunicati oggi, circa il 30% in più per la costruzione della sola parte strutturale; ma è un tempo decisamente ragionevole se si considera il vantaggio finale e, in fondo, la possibilità di durata futura.

A questo proposito è importante sottolineare che la casa antisismica è un investimento vantaggioso dal punto di vista economico oltreché per la sicurezza. Il suo valore commerciale, soprattutto in alcune zone ad alto rischio sismico, è sicuramente maggiore del costo aggiuntivo necessario per costruirla,

I criteri di resistenza

Per essere approvata, la struttura deve superare il test con sollecitazioni tipiche della zona in cui viene costruita (ad esempio i criteri antisismici a Milano sono molto meno stringenti che in provincia dell’Aquila).

Le tecniche per costruire una casa che rispetti i vincoli di resistenza ai terremoti sono sostanzialmente tre:

1) l’allargamento delle sezioni dei pilastri portanti: pilastro più largo significa maggiore resistenza alle sollecitazioni. E’ la tecnica più semplice;

2) la simmetria in massa, più vincolante dal punto di vista estetico: rispetto a una ipotetica linea verticale che delimita a metà la costruzione ci devono essere gli stessi pesi a destra e a sinistra;

3) la regolarità in altezza: la struttura non deve presentare dissimmetrie evidenti sul piano verticale.

Percentuali di sicurezza ancora basse

Al momento la regione più sicura dal punto di vista antisismico (ma anche una di quelle dove il rischio è più alto) è l’Abruzzo, col 39% delle abitazioni che seguono la normativa. All’estremo opposto la Sardegna, con l’11% delle abitazioni. (ma è l’unica regione italiana senza rischio sismico).

Ecco, regione per regione, la percentuale di immobili di nuova costruzione con dichiarazione antisismica:

Abruzzo 39%

Friuli Venezia Giulia 38%

Umbria 37%

Trentino 36%

Calabria 33%

Marche 29%

Puglia 29%

Basilicata 27%

Molise 26%

Piemonte 26%

Veneto 25%

Lombardia 24%

Liguria 23%

Emilia Romagna 21%

- Articolo "Qui Finanza" - 


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